Storia

La storia siamo noi”, così comincia una tra le più belle canzoni di Francesco De Gregori. Con un pizzico di superbia l’abbiamo presa a simbolo di quello che rappresenta oggi la Tiber nel panorama cestistico romano.
Settembre 1967: uno strano personaggio di nome Maurizio Polidori, in divisa da militare, si aggira negli uffici della Parrocchia San Giovanni Crisostomo, quartiere Monte Sacro Alto, con l’intento di parlare con il parroco Don Severino Marchesini. Chi è? Che vuole? Semplice: vuole mettere in piedi una squadretta di pallacanestro, lui, scarso atleta, vuole cominciare la carriera di allenatore. Don Severino lo ascolta, chiama a raccolta i ragazzi della Parrocchia e dà appuntamento per il martedì successivo.

Rispondono alla chiamata: Fabio, Ettore, Luigi, Arturo, Paolo, Salvatore, Stefano, Massimiliano, Claudio, Massimo, Piero, Bruno, un manipolo di giovanotti tra i 12 e i 14 anni che fino ad allora avevano solo giocato a pallone e qualcuno a tennis visto che in Parrocchia ci sono 2 campi in terra rossa.

Rispondono alla chiamata anche i signori Donati, Volterra, Carducci, Costa, Coniglio, genitori o amici che mettono un po’ di soldi per comprare i palloni, le magliette e le tute da gioco. Inizia così l’avventura della S.G.C. (San Giovanni Crisostomo) poi diventata Tiber (prendendo spunto dal biondo Tevere).

La storia della Tiber parte dal primo campionato Cadetti CSI prosegue con i successivi campionati giovanili FIP fino alla avventura di Azzurra in B1 e poi al ritorno alla serie C con il nome originario Tiber e arriva fino ai giorni nostri con la prima squadra in C Nazionale, un settore di minibasket unico a Roma e un settore giovanile con squadre che stanno ai vertici laziali in tutti i campionati nazionali.

Più di 35 anni di sport, conditi di passioni, di gioie, di delusioni, di amicizie trovate e perse, di amori, di tragedie, di litigi, di vita sana e spassionata, tra difficoltà e partecipazione: questa è la Tiber.

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