Serie B: Un altro overtime fatale ai bluarancio

La Tiber si sgonfia sul più bello, lasciando due punti pesanti a Valmontone (Tiber vs Valmontone 96-100 dts)

L’occhiello riassume perfettamente la prestazione dei bluarancio. Se le partite finissero a metà del 4Q, la classifica della squadra di Coach Polidori, sarebbe di quelle da vertice. Purtoppo per noi e per tutti I tifosi di montesacro, si gioca fino al buzzer finale, e come è accaduto troppe volte, la roulette russa premia colori diversi da quelli del blu e dell’arancio. La gara scorre via veloce, con entrambe le squadre che badano al sodo, tutto a vantaggio dello spettacolo. L’equilibrio sembra rompersi a beneficio dei padroni di casa. Per un Rischia “unstopable” (30pt), Bisconti & co. non sono un fattore, e questo per merito tiberino. I bluarancio volano via anche a +13, con gli ospiti risucchiati nelle sabbie mobili di montesacro. La gara perde ritmo inspiegabilmente, e questo ci penalizza. I biancorossi, lentamente ritrovano fiducia e pallone dopo pallone si rifanno sotto. Algeri gioca per cinque, in una sorta di uno contro tutti. È talmente fastidioso in difesa da riuscire a tenere botta in post basso contro I lunghi avversari. Ma è un fuoco che brucia veloce le energie, con il serbatoio sempre più rosso. Esce tra gli applausi al suo quinto fallo, seguito da Napolitano, e Bertoldo. Coach Avenia, nelle interviste post partita del suo Valmontone, parla di fortuna, che in questo gioco ha una certa rilevanza (citofonare a casa Fortitudo che in finale scudetto, con la preghiera lanciata da Milano all’ultimo secondo, perde uno scudetto). Tuttavia, a noi che dobbiamo raccontarla, viene in mente il termine “killer instict”, che nella nostra lingua suona come cinismo, che fa rima con personalità. La TIBER, squadra operaia, lavora, si danna l’anima, suda, impreca e macina gioco (e spesso anche squadre più blasonate), fino ad un certo minuto. Poi un corto circuito sembra collegare tutta la squadra, che smette di giocare come fosse in riserva. A noi più che un problema di serbatoio, sembra una questione mentale, che come in un effetto domino, contagia ogni giocatore. L’effetto indesiderato è quello che si smette di giocare. Paura di vincere? Se fossimo cronisti del tennis si parlerebbe di “braccetto”. Essere cinici non è poi mica male. Si prende, legittimamente, ció che si ha prodotto, portandolo a casa. Se a contenderlo poi ci sono Rischia (meraviglioso, ma fouled out), con Bisconti (eccellente, ma non un fattore nel pitturato), la tavola è apparecchiata per una vittoria,che aspetta solo di essere presa. Ed è qui che a nostro avviso, dovrebbe subentrare quel pizzico di personalità in più per portare a casa I due punti. Se Algeri è la scossa elettrica della squadra, non gli si può certo chiedere essere “tarantolato” fino alla fine. Come in un uno di quei capolavori letterari, è come se la TIBER fosse in cerca d’autore (o per meglio dire di se stessa). E questo è proprio il peccato originale. Tanto sbattimento per raccogliere nulla, è un vero peccato. La squadra, quando gira, tenendo le mani sul manubrio, mette sotto chiunque. Barcellona, Salerno, Capo d’Orlando, non sono episodi di un film già visto, ma la dimostrazione delle potenzialità, enormi, di questo gruppo. Non abbiamo alcun dubbio che da queste esperienze si possa fare tesoro. A spingerli troveranno sempre un PalaDonati caldo. Un sesto uomo che non aspetta altro che riconoscere a questa squadra il merito di una vittoria, brutta, sudata, sporca ….ma proprio per questo “più meravigliosa” della vittoria stessa!

Highlights Tiber vs Valmontone

Parziali: 27-27 / (23-14) / (22-26) / (16-21) / (8-12)

Tiber Roma: Belloni, Algeri 15, Bertoldo 18, Moretti, Ridolfi 19, Reali, Napolitano 9, Galli n.e., Ricciardi 15, Santucci 11, Valentini 4, Padovani 5. Coach: Polidori.
Virtus Valmontone: Rischia 30, Bisconti 12, Mathlouthi 5, Gentili 11, Mastrangeli n.e., Ugolini 2, Di Francesco, Misolic n.e., Ferraro 18, Pierangeli 17, Scodavolpe 5. Coach: Avenia.

Alessandro Barilani

Ufficio Stampa US TIBER BASKET

Rispondi