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DNC: Un lingotto sulla gold-brick-road

Civitavecchia 26 febbraio 2017. Gli allenatori pallonari, li senti ripetere come un mantra, che per vincere il campionato, devi fare risultato con le piccole, potendoti permettere il lusso anche di steccare con le grandi. Chiariamo subito che Civitavecchia è una grande. Ad affermarlo, più che noi analisti cialtroni, sono le cifre in campionato, che hanno prodotto la strepitosa striscia di vittorie (12), che proprio in terra tirrenica, s’è interrotta per mano della TIBER. In palio non c’era solo una partita ma uno stato di cose da affermare. In primis, che pur incerottati, i bluarancio sono una forza del campionato (come la Cest. Civitavecchia), e questo giusto per fugare certe critiche provenienti dai soliti “furbetti del campettino”, pronti a sparare sentenze senza che ci sia sostanza. Secondariamente, era anche una questione di filosofie. Una squadra di italiani contro una con l’apporto di due ragazzi statunitensi (che per altro piacciono molto, ndr). In mezzo una sana rivalità tra due società che si stimano reciprocamente e che possono essere prese ad esempio sotto diversi punti di vista. I padroni di casa, per l’occasione hanno chiamato a raccolta i propri tifosi per la partita. Tutti in rosso era lo slogan partito dal basso, che subito la società ha raccolto alla grande. L’organizzazione della Cestistica Civitavecchia per l’occasione è stata esemplare, e la invidiamo con sincera ammirazione. Si parla sempre di valori, ma quando un ambiente è sano, la logica conseguenza è quella che abbiamo visto (non avevamo dubbi), in campo, e sulle tribune. Nessuna guerriglia, nessun rocambolesco uso di aggettivi mediaticamente strumentale per accendere la passione dei propri tifosi. Spesso si parla di episodi incresciosi, a cui sbrigativamente si “appioppa” la paternità, ma è solo un esercizio stucchevole, per coprire le proprie magagne. Com’è giusto che sia, a parlare è solo il campo, ed a  questo ci preme dare risalto, “yes, we can!”.  La Cestistica Civitavecchia e la TIBER dimostrano che è possibile giocare a basket fuori casa, senza problemi anche in situazioni con tanta posta in palio. Già perché comunque in palio c’erano i due punti, ma anche la storia dello scontro diretto. La settimana che ha preceduto la partita, per la TIBER, è stata insolitamente tranquilla, e questo lo leggiamo come una prova di maturità dei ragazzi di Coach Cilli. I bluarancio, ancora con Napolitano ai box ed un po’ incerottati in alcuni elementi, vanno a Civitavecchia con la consapevolezza di giocare una gara con l’altra forza del campionato (non vogliamo essere ingiusti nei confronti delle dirette inseguitrici, che in quanto tali, non possono ancora assurgere a ruolo di forza, ndr). Civitavecchia d’altro canto, dopo l’inebriante striscia di dodici successi in fila, era chiamata all’esame di maturità. Essere i favoriti, giocando in casa, contro i secondi ed arrembanti, forse è stato toppo carico da sostenere. L’impressione in generale è che Civitavecchia pur essendosi preparata bene per l’occasione, abbia per così dire steccato, più per la pressione che per una situazione tecnico-tattica mal gestita. A chiarire subito che tirava aria di burrasca ieri a Civitavecchia, c’ha pensato lo starting-five in bluarancio che piazzando un rotondo e fragoroso 21 ad 11 a proprio favore, che ammutoliva tutti. il vantaggio tecnico dei rossi tirrenici (presunto tale), doveva valorizzarsi nel pitturato. Tuttavia la solida prova di Valentini & co., superiore per produzione a rimbalzo, soprattutto offensivo, si è vista per la grande capacità realizzativa dalla media e dalla lunga, di tutti gli esterni di montesacro. In altre parole, per aprire la scatola a mo’ di fortino eretto dai padroni di casa, solo per una grande prova degli esterni, capaci di dare una doppia dimensione all’attacco, è stato possibile esercitare quella sostanziale dominanza territoriale sotto i tabelloni. Tutti bravi gli uomini di Coach Cilli, ma per noi è un super Dal Sasso ad aver dato quel quid in più che ha definitivamente spostato l’ago della bilancia. Il secondo quarto i giudici nella nobile arte della Box lo assegnerebbero al Civitavecchia, anche se solo per una questione numerica, per altro non utile a recuperare il disavanzo patito nel primo quarto. Il bottino, o per meglio dire il tesoretto, costruito moneta dopo moneta d’oro, sarà un gruzzoletto d’importanza capitale in chiave finale. La terza frazione rispecchia perfettamente i valori in campo delle squadre. 21 punti pari, con continui cambi di fronte. Due pugili che si affrontano a viso aperto, forti delle proprie capacità. Spettacolo in campo ed applausi per lo stracolmo palazzetto, assiepato in ogni ordine di posto. Si deciderà tutto nell’ultimo quarto. Ed è li che la TIBER innesta il turbo, per non voltarsi più. Con un parziale di 7 a zero, gli uomini di Cilli sigillano il vantaggio e la vittoria, portando a casa un rosa importante, anche se non più speciale di altri. La partita è vinta, anche se contava di più giocarla bene. In questo senso pur essendo la perfezione appartenente ad altri, per i terrestri di Montesacro, è stata una partita giocata bene senza sbavature. Nessun trionfalismo, nessun aggettivo ultra, o peggio ancora qualche neologismo che possa “galatticizzare” la prestazione dei bluarancio. La forza dei nostri avversari resta anche dopo ieri, nessuna TIBER potrà mai cancellarla. Certo è che la TIBER di ieri è tanta roba, d’avvero tanta per chiunque!!!  Visceralmente sportivi come siamo, la partita di ieri è stata positivamente intossicante. Adesso che l’abbiamo respirata, non vediamo l’ora di ri-giocarla. Al netto di tutte le gufate che possono essere lanciate da chi, parafrasando un famoso aforisma … (la classifica) logora chi non ce l’ha! That’s all folks!     

 

Ufficio Stampa US TIBER BASKET

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