Dalle tribune 21 set 2009
"La prima dell'U19 Eccellenza"
Se “il buon giorno si vede dal mattino”, si può dire che il lavoro fatto in fase di preparazione è un ottimo viatico verso l’obiettivo che ci siamo prefissati.
Determinazione, pressione difensiva, movimenti giusti in attacco, momenti di ottima pallacanestro, qualche distrazione di troppo ed i “fantasmi” sono stati scacciati.
Si, i “fantasmi”, che non sono gli atleti dell’Alfa Omega, ottima squadra allenata da Matteo Picardi, coach e ragazzo che stimo tantissimo, ma sono quelle paure che ci sono in tutti all’inizio di un torneo difficile ed impegnativo come questo, pur nella convinzione di quanto è stato fatto, ma nel timore di quanto poi si realizzerà.
Devo dire che sono contento. Sono contento di aver visto i ragazzi sorridere alla fine della partita e all’uscita degli spogliatoi dopo la doccia; sono contento di aver visto una squadra compatta che ha avuto in Puglia e Ramba i terminali offensivi che ci aspettiamo, ma soprattutto sono contento di aver visto uno spirito diverso dagli scorsi anni, un po’ più consapevole del proprio valore (o del più forte nel senso buono del termine).
Ho visto una squadra dominare il primo quarto, tenere il secondo con 11 ragazzi ruotati su 12 (bravo Marco), avere un momento di difficoltà nel terzo, subito dimenticato con un parziale terrificante di 14 a 2, controllare nel quarto quarto per chiudere sul +12 in trasferta e contro un’ottima squadra.
Ho visto uno Stefano in grande spolvero in attacco, che ha alternato canestri da fuori a penetrazioni efficacissime, il solito immarcabile Davide che ha messo in campo fosforo e tecnica nell’intera partita e un Simone che finalmente ha fatto il “playmaker”.
Ho visto, e questa è la cosa che mi ha fatto un grande piacere, che tutti hanno dato il loro contributo: bravi ragazzi, continuate così.
Si, perchè per raggiungere l’obiettivo dobbiamo essere un team molto forte (il livello tecnico e fisico è molto alto), in cui tutti danno il 110% per la causa, a scapito magari dell’interesse personale. Concentrazione in allenamento, saper capire ed aiutare il compagno in difficoltà, essere convinti che se il coach ti cambia lo fa per il bene della squadra e che chi ti sostituisce darà tutto per cercare di vincere, incitarsi a vicenda, stimarsi e difendersi.
Solo così ci potremo tutti divertire e toglierci qualche soddisfazione.
Stefano Donati
Ultimo aggiornamento (Venerdì 25 Settembre 2009 13:21)



